Finale Scudetto. Il match visto dai due capitani. Grana: ”Voglio vincere per mia madre”. Garcias: ”Punto tutto su Corsini!”

SERIE A

A poche ore dalla finale che assegnerà il ventiquattresimo tricolore, abbiamo sentito i capitani delle due squadre, Nando Grana e Hernan Garcias. Oggi si gioca gara-2 della finale scudetto.
Secondo te lo scudetto si assegnerà alla fine di questi secondi 40 minuti o ci sarà bisogno di arrivare a gara-3?
GRANA: Non è detto che si decida tutto con questa seconda gara. E’ chiaro, noi ci speriamo, così come speriamo che il pubblico ci possa dare la spinta giusta per vincere. A San Martino il palazzetto è già tutto esaurito da due giorni, i nostri tifosi possono essere la molla giusta. Ma da quello che si è visto anche in gara-1, non è detto che tra Luparense e LazioNepi si decida tutto ora. L’equilibrio è forte…
GARCIAS: Io spero di vincere già da adesso e penso che anche la Luparense abbia lo stesso desiderio. Sì, secondo me lo scudetto verrà assegnato in gara-2. Noi ci crediamo, veniamo da una serie di quattro pareggi consecutivi e abbiamo grandissime motivazioni. E’ una finale, si decide tutto. E noi vogliamo fortissimamente questo scudetto.
Soddisfatto dell’esito della prima sfida, quella di Colleferro? Il pareggio, a conti fatti, è il risultato più giusto o no?
GRANA: Se mi avessero detto prima di gara-1 di firmare per un pareggio, lo avrei sicuramente fatto. Poi, per come è andata, è chiaro che c’è un po’ di rammarico. Non fa mai piacere venire raggiunti a 18 secondi dalla fine, ma dobbiamo fare tesoro di errori come questo. Alla fine, comunque, per quello che le due squadre hanno fatto vedere in campo, il pareggio è stato sicuramente il risultato più giusto.
GARCIAS: Per come si era messa la gara, è chiaro che sono soddisfatto. Abbiamo pareggiato a 18 secondi dalla fine, non potrebbe che essere così. L’1-1 finale ci rende giustizia, non meritavamo di perdere. Abbiamo cercato di pressarli sempre, ma loro sono molto bravi nel palleggio. Noi forse non saremo una squadra bella da vedere, ma lavoriamo tanto su ogni situazione e questo, alla fine, in campo si vede.
Il fatto di giocare in casa gara-2 ed, eventualmente, anche gara-3 che vantaggio regala alla Luparense?
GRANA: Un piccolo vantaggio per noi c’è. Più o meno il 10%. Poi tutto dipende da come va la partita. Potrebbero essere molto importanti i primi minuti. In città c’è grande fermento, non si parla di altro. E’ la prima volta che la Luparense arriva alla finale scudetto, l’attesa è fortissima.
GARCIAS: Ma io non credo molto all’incidenza del fattore campo. Noi non giochiamo davanti a 10.000 persone, le pressioni del pubblico si possono assorbire. E lo dimostra il fatto che in campionato siamo già riusciti a vincere a San Martino di Lupari, come la Luparense del resto ha vinto a Colleferro. Certo, il loro è un palazzetto particolare, per le misure piccole del campo di gioco, tra l’altro molto veloce. Ma non credo che giocare in casa sia un fattore determinante.
I tre precedenti di quest’anno tra Luparense e LazioNepi si sono giocati sul filo del rasoio, sempre contraddistinti da pochissimi gol. Merito dell’equilibrio di valori che c’è tra le due squadre, dell’attenzione difensiva o dei progetti tattici?
GRANA: Sicuramente dipende dalla qualità tattica delle due squadre e dalle loro capacità di sapersi adattare all’avversario. La LazioNepi sa che la nostra arma migliore è il possesso palla e quindi ogni volta cerca di toglierci spazio e di non farci giocare. Noi, invece, sappiamo che sono molto bravi nelle giocate con il pivot e cerchiamo di impedirgliele. Alla fine, ogni volta finiamo con l’annullarci. Ecco perché i gol sono sempre pochi.
GARCIAS: Sicuramente dell’equilibrio di valori. In campionato loro hanno chiuso con nove punti più di noi, ma siamo sul loro stesso livello. La Luparense ha segnato sempre tanti gol, mentre con noi soffre ad andare a segno.
Vuol dire che la nostra intensità difensiva gli dà fastidio. La chiave tattica per vincere gara-2?
GRANA: Per noi può essere la capacità realizzativa. Per vincere dobbiamo essere il più cinici possibile. Sappiamo che ci concederanno poche occasioni da rete. Quelle poche volte, però, dovremo essere bravi a finalizzarle il più possibile. Insomma, dobbiamo metterla dentro, nonostante le chance per farlo non saranno tantissime.
GARCIAS: Loro sono molti bravi tra le linee e nel palleggio. Dobbiamo essere bravi a pressare forte la palla in tutte le situazioni di gioco, compattando la squadra, senza lasciare molto spazio tra le linee di gioco. E poi per noi, come sempre, possono essere molto importanti le palle inattive, un altro aspetto su cui lavoriamo da morire. Penso che si deciderà tutto qui, alla fine o prevarrà il loro palleggio o la nostra qualità difensiva.
Tra le tante stelle che scenderanno in campo, chi pensi possa lasciare il marchio?
GRANA: Chi può dirlo, ci sono giocatori in grado di fare la differenza in ogni angolo ed in ogni situazione di gioco. Io mi auguro che sia uno della Luparense, questo è uno scudetto che ci ripagherebbe di tantissimi sacrifici.
GARCIAS: Difficile da dire, ci sono tanti campioni. Noi abbiamo un grandissimo portiere, Angelo Guerra, probabilmente uno dei più forti che ho visto giocare nel mondo. Ma ritroviamo Douglas Corsini, che per noi quest’anno è stato di fondamentale importanza. Tra l’altro, lui ha segnato i due gol con cui in campionato abbiamo vinto a San Martino. Ecco, dovessi scegliere, mi auguro che Douglas si ripeta e ci regali lo scudetto. Sarebbe bellissimo. Per chiudere, dovessi vincere lo scudetto, a chi lo dedicheresti?
GRANA: Avrei un pensiero per tante persone, a cominciare da tutta la mia famiglia, soprattutto in questo momento. La dedica, però, sarebbe solo per mia mamma Dirce. Dovessi vincere lo scudetto, sarebbe una vittoria tutta per lei.
GARCIAS: Sicuramente a mia moglie, Analia. Questo è stato un anno duro, difficile, ma lei mi è sempre stata vicinissima, dandomi tanto. La mia famiglia è lontana, in Argentina, ma qui per fortuna ho lei. E poi ai ragazzi dello staff: loro ci sono sempre stati vicini, tutto l’anno, e ci hanno permesso di andare avanti. Se siamo ad un passo dallo scudetto il merito è anche loro.

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